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PARLARE, GUARDARE, ASCOLTARE

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Ti ricordi cosa si dice ai bambini quando non ci stanno a sentire? Ci sono state date due orecchie ed una bocca perchè dobbiamo imparare ad ascoltare di piu’ e parlare di meno!

Ecco questo “monito” piu’ che per i bambini andrebbe detto a tutti gli adulti quotidianamente, e ripetuto davanti allo specchio ogni mattina per noi stessi!

Di la verità, quando è stata l’ultima volta che ti sei guardata con occhi compassionevoli per un tuo sbaglio, con sguardo di ammirazione o di compiacimento per un tuo risultato o una tua qualità? Scommetto che invece se ti chiedessi quando è stata l’ultima volta che ti sei rimproverata per un tuo sbaglio, non avresti problemi a ricordartelo!

Sai, io ci ho messo veramente tanto a comprendere quanto fossi in primis io la peggior giudice di me stessa, e che se non avessi iniziato ad amarmi io, e ad accettare che anche io ho dei limiti e posso sbagliare, perchè dovrebbero farlo gli altri?

Allora, ho iniziato a vedere se riuscivo a modificare il modo di guardarmi ed ho cercato di imparare anche ad ascoltarmi di piu’… non mentre parlavo con gli altri, ma nel mio dialogo interno, su ciò che mi dicevo di me, su ciò che provavo o che desideravo….

E sai una cosa? Beh, la mia vita ha iniziato a cambiare! Certo i problemi e le situazioni sono sempre quelli, però se tu cambi il modo di guardarli e ti ascolti di piu’, vedrai che anche la realtà inizierà a cambiare essa stessa e magari vedrai delle alternative che prima non riuscivi a trovare.

Quindi, voglio lasciarti con queste domande: Cosa ti dici di te? Cosa pensi? Cosa desideri?

Se ti fa piacere puoi commentare qui sotto, oppure mandami pure una mail, ne possiamo parlare insieme.

50 SFUMATURE DI….. ROSSO

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Generalmente il colore rosso viene associato alla passione, alla vitalità, all’energia.

Chi ama il rosso è una persona vivace, allegra, piena di energia e passionale! Una persona aperta al mondo, pronto a viverlo con positività.

Nel momento storico in cui sto scrivendo però, ad un anno dall’ingresso del Covid nella nostra vita, ed in piena pandemia, al rosso si associa una situazione di forte contagio  nel proprio comune o provincia, con conseguenti restrizioni che portano alla chiusura di tante attività, all’impossibilità di uscire, di andare a scuola, per tanti di lavorare, insomma non proprio una situazione di passione e di vitalità per l’uomo, anzi di forti limitazioni che portano, dopo un anno, anche un senso di chiusura verso l’altro e di sconforto generale.

Dopo un anno di restrizioni, per carità, assolutamente necessarie, ci si inizia a sentire stanchi, abbattuti, ansiosi, e ci si chiede se tutto questo finirò mai e se si potrà tornare un giorno, alla normalità, la  stessa normalità che fino a questo momento ci pesava tanto! Questo peso a maggior ragione è piu’ sentito da chi ha figli e quindi, soprattutto se sono piu’ piccoli, deve affrontare la didattica a distanza, abbinata allo smartworking, per chi può, e chi piu’ ne ha piu’ ne metta!

E tutto ciò dando per scontato che il covid non abbia ancora colpito qualcuno in famiglia perchè allora I problemi sono molto molto piu’ complicati, soprattutto se il proprio caro sta male e non si può in alcun modo intervenire per aiutarlo.

E quindi? Che si fa?

Non c’è una soluzione preconfezionata e soprattutto che vada bene per tutti.  Di solito quando una situazione ci sfugge dale mani, la cosa migliore da fare è fermarsi, respirare e ritornare alle origini!

Si, proprio alle origini, come se fosse necessario ricordarsi che Rosso non è sinonimo di lock down, ma di energia, passione, vitalitò. Ecco. Sembra una sciocchezza, ma non è nè semplice, nè scontato!

Tornare alle origini significa all’atto pratico riappropriarsi del proprio sè, con delle semplici domande tipo: cosa mi piace fare? Cosa posso riprendere in mano ora che sono costretta a casa che mi lamento sempre non poter fare per mancanza di tempo?

E ancora, se invece lavoro a casa, faccio una pausa caffè o sigaretta? Mi ricordo di lavorare le giuste ore e dedicarmi del tempo per me e per la mia famiglia?

Riappropriarsi delle proprie origini vuol dire interrogarsi su ciò che, nella fretta, nella paura, nel caos abbiamo lasciato indietro,  ed invece era tanto utile perchè ci faceva tanto bene!

E tu come stai vivendo questo momento? Come gestisci il tuo tempo? Se ti fa piacere mi puoi rispondere anche via mail, sarò felice di leggerti.

MORIRE DI ABITUDINE: MA VERAMENTE E’ COSI’ PERICOLOSA

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Alzi la mano quanti pagherebbero oro per annoiarsi, per avere una routine quotidiana o settimanale!

Sono convinta che tanti lo cercano ed onestamente, non c’è niente di male in questo, anzi! Avere delle abitudini, soprattutto se sane, tipo non so, camminare a piedi tutti I giorni, lavarsi i denti oppure perchè no, comprare il dolcetto la domenica per festeggiare con la propria famiglia, è piacevole e confortante!

Però, e ce n’è uno molto grosso, non tutte le abitudini fanno bene, soprattutto quando riguardano le persone.

Com’è sentirsi inquadrati in uno schema dove ci si aspetta da te alcune cose e basta, quando non puoi permetterti di sbagliare, oppure di fare qualcosa di diverso dal solito, altrimenti chi ti sta intorno ti potrebbe criticare?

Com’è avere un lavoro che non ti soddisfa, dove non sei volorizzato e non poterlo cambiare, perchè ci si aspetta da te costanza e impegno?

Ancora, e come ci si sente quando è tuo marito o il tuo compagno che sono abituati a te e quindi, pur amandoti (anche se qualche dubbio è legittimo) non ti guarda piu’ e preferisce passare le serate davanti la tv piuttosto che a parlare con te?

Beh, come vedi di abitudine si può morire eccome! Certo, non fisicamente, ma sicuramente psicologicamente si! E purtroppo succede talmente lentamente che una mattina ti svegli e ti accorgi semplicemente di non poterne piu’ , di sentirti spenta, senza aspirazioni e senza desideri, ma non sai come hai potuto finire così e non sai come uscirne!

Se anche tu ti ritrovi in alcune di queste immagini, ti dò una bella notizia: si può guarire da questo male, basta volerlo! Non è necessario buttare tutto ed andare in India per un anno sabbatico, è sufficiente guardarsi dentro e ricordarsi chi siamo veramente, e dove vogliamo andare!

Attenzione, non ho detto “dove stiamo andando” ma “dove vogliamo andare”, che sono due cose ben diverse!

Va riaccesa quella luce che hai dentro e che prima si vedeva anche al di fuori, ma non puoi aspettarti che siano gli altri a farlo per te, devi essere tu la prima a produrre un cambiamento in te.

Ed il primo passo è quello di trovare un aiutante in questo “sporco lavoro” di ricostruzione di te, che ti aiuti, se da sola non riesci, a vedere in te ciò che ormai, per abitudine (eh già, proprio quella) è ben nascosto, o semplicemente spento, così da andare a riprenderselo!

Ricorda: abbiamo una vita sola e sta a noi scegliere come viverla!

Vuoi essere felice? Bene inizia col volerti bene e vai a prendere ciò che ti meriti, se non lo farai tu, nessuno lo farà per te!

PNL: MITO O REALTA’

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Se giri un po’ su internet ci sono una marea di offerte per corsi, master, consulenze di coaching, che mirano tutte a favorire la crescita personale, promettendo il miglioramento del proprio stile di vita o il raggiungimento dei tanto sognati obiettivi. Quasi tutti hanno come base la tecnica della PNL, abbreviazione di programmazione neurolinguistica.

Si tratta di una tecnica psicologica relativamente recente,  ideata in California da  Bandler e Grinde. Il principio di fondo è che ci sia un collegamento tra i nostri neuroni e gli schemi comportamentali che ci creiamo con l’esperienza e che, modificando quest’ultima, automaticamente riusciamo a riprogrammare il nostro cervello verso schemi piu’ funzionali per noi.

In pratica, adottando alcuni comportamenti, aggiungendo degli ancoraggi, per agganciare una emozione ad una parte del corpo, riprendendo quel gesto si può riprovare la stessa emozione.

Sicuramente, se dopo tanti anni ancora è in auge e riscuote un discreto successo, per qualcuno funzionerà, quindi lungi da me il criticare una tecnica psicologica solo perchè non ha ancora basi scientifiche, e non è stata falsificata e quindi ritenuta valida ufficilamente.

Però, poichè il blog è mio, e fino a prova contraria, ho libertà di pensiero, vorrei dire anche io la mia su questa meraviglia del secolo! Ai corsi di counseling l’ho sperimentata su me stessa, e onestamente, per quanto mi fossi impegnata, anche successivamente, su di me non funziona, non c’è verso! Non è vero che se aggancio una emozione ad una parte del corpo poi questa ritorna quando voglio io, come non è vero che pensando sempre ad un obiettivo, o sforzandosi di tenere un certo atteggiamento, poi questo miracolosamente si realizza da solo! Mi dispiace doverlo ammettere ma non funziona proprio un tubo! Per tanti anni mi sono chiesta perchè, credendo di sbagliare qualcosa e leggendo di tutto per capire dove fosse l’inganno.

La realtà è, dal mio punto di vista, che la PNL può funzionare su persone facilmente suggestionabili e che magari non hanno una buona conoscenza di se stessi, ma non è per tutti, e sicuramente non è per me!

La mia opinione è che il miglioramento di se stessi parta anzitutto dal conoscersi, e per farlo non servono tecniche strane o magiche, ma ci vuole l’ascolto di se, e questa è la parte decisamente piu’ difficile, perchè vuol dire superare la paura di scoprire parti di se che si è sempre negate, o di cui non si è a conoscenza, e magari ci fosse una magia per questo!

Ma niente è impossibile, basta volerlo, e farsi affiancare da qualcuno che può aiutarci a vedere in noi ciò che da soli non vediamo, come chi ha problemi di vista mette gli occhiali!

IL MITO DELLA CRESCITA PERSONALE

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Ormai il web è pieno di guru pronti a prometterti i migliori “trucchi” per migliorare la tua esistenza, per renderti una persona nuova, basta solo “seguire queste semplici mosse” oppure “vieni al mio webinar e ti dirò tutti i segreti della crescita personale”.

Io stessa ho letto una marea di libri sull’argomento, ho studiato psicologia, ho cercato di capire come funziona la mente umana, ma la triste realtà è che nessuno lo sa veramente! Gli stessi psicologi, che hanno fatto passi da gigante nella conoscenza della nostra mente, devono ammettere che la loro non è assolutamente una scienza esatta, come d’altronde non lo è nemmeno la medicina.

La realtà, è a mio avviso, che ognuno di noi è fatto a “modo suo”, con i suoi limiti, i suoi vizi, le sue virtu’, che sono si, dettate dal carattere, in parte forse dalla genetica, ma soprattutto, a mio avviso, dalle esperienze di vita, da come siamo stati trattati da piccoli, dall’ambiente che abbiamo vissuto e da come siamo stati educati. Per quanto possiamo amare o odiare i nostri genitori, siamo come siamo per merito o per colpa loro, e si, anche se non vorremmo, ci portiamo dietro “le loro tare” ed i loro valori, perché per quanto possano essere stati dei genitori perfetti, anche loro avevano il loro bagaglio ed hanno fatto il meglio che potevano con gli strumenti che avevano.

Perché scrivo tutto questo? Per dirti che siamo spacciati? Assolutamente no! Non siamo responsabili di come siamo stati educati, ma lo siamo di ciò che, da adulti a nostra volta, decidiamo di condividere e fare nostro e di cosa no. Ma, per produrre un cambiamento nella nostra vita, il primo ed imprescindibile passo che bisogna compiere è ACCETTARSI.

Si, semplicemente (quanto mi piace questa parola!) accettarsi, perché solo così saremo in grado di capire Come siamo fatti, ed una volta compreso questo, possiamo scegliere cosa tenere e cosa no del nostro bagaglio e cosa invece, vorremmo cambiare o approfondire.

Quindi, crescita personale vuol dire anzitutto capire come siamo. E’ veramente così semplice? Assolutamente no! Siamo bravissimi a guardare i pregi e difetti degli altri ma quando si tratta di noi abbiamo i paraocchi ed anche i paraorecchi. (Hai mai provato a far notare un difetto ad un tuo amico/a?)

Non esistono formule magiche, diffidate di chi vi promette la luna, il lavoro è vostro e di nessun altro, ma potete beneficiare di un accompagnatore che vi guidi nel vostro percorso, tutto sta a trovare quello giusto.