50 SFUMATURE DI….. ROSSO

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Generalmente il colore rosso viene associato alla passione, alla vitalità, all’energia.

Chi ama il rosso è una persona vivace, allegra, piena di energia e passionale! Una persona aperta al mondo, pronto a viverlo con positività.

Nel momento storico in cui sto scrivendo però, ad un anno dall’ingresso del Covid nella nostra vita, ed in piena pandemia, al rosso si associa una situazione di forte contagio  nel proprio comune o provincia, con conseguenti restrizioni che portano alla chiusura di tante attività, all’impossibilità di uscire, di andare a scuola, per tanti di lavorare, insomma non proprio una situazione di passione e di vitalità per l’uomo, anzi di forti limitazioni che portano, dopo un anno, anche un senso di chiusura verso l’altro e di sconforto generale.

Dopo un anno di restrizioni, per carità, assolutamente necessarie, ci si inizia a sentire stanchi, abbattuti, ansiosi, e ci si chiede se tutto questo finirò mai e se si potrà tornare un giorno, alla normalità, la  stessa normalità che fino a questo momento ci pesava tanto! Questo peso a maggior ragione è piu’ sentito da chi ha figli e quindi, soprattutto se sono piu’ piccoli, deve affrontare la didattica a distanza, abbinata allo smartworking, per chi può, e chi piu’ ne ha piu’ ne metta!

E tutto ciò dando per scontato che il covid non abbia ancora colpito qualcuno in famiglia perchè allora I problemi sono molto molto piu’ complicati, soprattutto se il proprio caro sta male e non si può in alcun modo intervenire per aiutarlo.

E quindi? Che si fa?

Non c’è una soluzione preconfezionata e soprattutto che vada bene per tutti.  Di solito quando una situazione ci sfugge dale mani, la cosa migliore da fare è fermarsi, respirare e ritornare alle origini!

Si, proprio alle origini, come se fosse necessario ricordarsi che Rosso non è sinonimo di lock down, ma di energia, passione, vitalitò. Ecco. Sembra una sciocchezza, ma non è nè semplice, nè scontato!

Tornare alle origini significa all’atto pratico riappropriarsi del proprio sè, con delle semplici domande tipo: cosa mi piace fare? Cosa posso riprendere in mano ora che sono costretta a casa che mi lamento sempre non poter fare per mancanza di tempo?

E ancora, se invece lavoro a casa, faccio una pausa caffè o sigaretta? Mi ricordo di lavorare le giuste ore e dedicarmi del tempo per me e per la mia famiglia?

Riappropriarsi delle proprie origini vuol dire interrogarsi su ciò che, nella fretta, nella paura, nel caos abbiamo lasciato indietro,  ed invece era tanto utile perchè ci faceva tanto bene!

E tu come stai vivendo questo momento? Come gestisci il tuo tempo? Se ti fa piacere mi puoi rispondere anche via mail, sarò felice di leggerti.

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